3 maggio 2017

Ayreon - The Source

Ayreon. Un nome, una garanzia. Breve biografia per chi di voi non li conoscesse; (se li conoscete, saltate questa parte e andate direttamente alla recensione!) Un progetto musicale nato dal genio di Arjen Anthony Lucassen, polistrumentista e compositore olandese. Una "band" che getta le sue basi nell'heavy più classico, unito al prog rock più "spaziale", mischiandolo a tantissime influenze, quali folk, elettronica e musica classica. Grazie a lui si ha la rinascita della Rock Opera, con il suo primo album, "The Final Experiment", concept album che vede la presenza di ben 13 cantanti. dopo un album senza trama (Actual Fantasy), si ritorna ai concept, pubblicando "Into the Electric Castle" (1998), Un doppio album, "Universal Migrator pt. 1 - The Dream Sequencer/pt. 2 - Flight of the Migrator" (entrambi 2000), "The Human Equation" (2004), "01011001" (2008), e il capolavoro "The Theory of Everything" (2013). Ebbene, siamo giunti al 28 Aprile 2017, release date del nuovo attesissimo album "The Source". Più di 20 artisti, fra cantanti e musicisti, per un concept diviso in 4 parti, su due dischi. Recensire album come questi, è molto difficile. Quindi, analizzeremo prima la musica, poi il concept, cercando di evitare spoiler. Buona lettura!! 


CD 1 

Chronicle 1: The 'Frame The Day That the World Breaks Down – 12:32
Questa traccia serve da introduzione: ci presenta i personaggi, e ci dà le basi per la sua sublime trama. James LaBrie (The Historian) apre il disco, accompagnato da una base elettro-ambient;Un flauto ci accompagna alla prima parte strumentale, di progressive puro. Tommy Karevik (The Opposition Leader) fa il suo ingresso, seguito da Tommy Rogers (The Chemist) e Simone Simons (The Counselor), in quello che sembra un dibattito politico sull'imminente fine del mondo. Fa il suo ingresso Nils K. Rue (The Prophet), annunciando l'apocalisse. Ed è proprio Nils a chiudere la parte progressive di questa traccia, che cambia genere, e sfocia nella NWOBHM, introdotta da Tobias Sammett (The Captain). Tobias lascia il posto a Hansi Kursch (The Astronomer), per una piccola parte power. Michael Mills (TH: 1) ci fa da ponte, con il suo codice binario, a uno dei punti più alti dell'intero disco: una parte in blues-acustica, cantata dalle ugole di sir Russell Allen (The President), e MIchael Eriksen (The Diplomat). Ma ecco che la canzone riprende la sua parte iniziale, concludendosi con la otentissima voce di Floor Jansen (The Biologist)
Sea of Machines – 5:08 E dopo aver realizzato che la fine del mondo è vicina, ognuno esprime le proprie idee, i propri pensieri, su come poter salvare la razza umana, in una canzone dal sapore triste, malinconico, ma che cela comunque speranza e ottimismo. Everybody Dies – 4:42 E come predetto dal Profeta, una supernova compare in cielo, creando il panico sulla terra. Ed ecco che la musica si fa caotica, i tempi cambiano di continuo, creando la colonna sonora perfetta per la fine del mondo, sempre più vicina. Chronicle 2: The Aligning of the Ten Star of Sirrah – 7:03 Ed ecco che tutte le personalità più importanti del pianeta Alpha si ritrovano in una sala, per discutere la via di fuga. La "star of Sirrah" è la destinazione perfetta, un pianeta ricoperto d'acqua, ma comunque perfettamente abitabile.Uno dei riff più pesanti del disco, per questa canzone che fa respirare speranza. Anche se sono costretti a lasciar morire l'intera umanità...
All That Was – 3:36 Questa traccia folk, con protagoniste le due donne del disco, è il saluto alla terra, a tutti gli amici e parenti, consci della fine imminente. Una canzone triste e nostalgica. 
Run! Apocalypse! Run! – 4:52 Mentre i più potenti di Alpha hanno preso la loro decisione, fuori dalla loro sala scoppia una guerra, perchè gli altri umani vengono a consocenza del loro piano segreto. Quindi c'è la fuga verso Starblade, la navicella che li porterà su Sirrah, lasciando tutto il pianeta al suo destino, il tutto contornato da musica adrenalinica, dal forte sapore punk. 
Condemned to Live – 6:14 Il primo disco si chiude con il senso di colpa. I nostri protagonisti, a bordo della Starblade, riflettono sul loro gesto, sulla loro decisione, presi dal rimorso del loro egoismo. Hanno lasciato miliardi di vite morire per salvarsi, ma comunque c'è speranza per il futuro sulla nuova stella. Musicalmente siamo sul prog più puro, che si sposa alla perfezione con la tematica della canzone. 

CD 2

Chronicle 3: The Transmigration Aquatic Race – 6:46 Tutto è pronto. I comandi sono attivi, la Starblade carica, mentre loro vengono immersi in un fluido, per essere ibernati per il resto del viaggio. Lasciando la fine di Alpha, nella speranza di un nuovo inizio.
The Dream Dissolves – 6:1 Evoluzione, bellezza, speranza. Tutti sogni che svaniscono al risveglio, ormai quasi giunti sulla stella di Sirrah, in questa traccia dal fortissimo sapore Pink Floydiano, con l'elettronica che la fa quasi da padrone. Notevolissimo il solo finale. 
Deathcry of a Race – 4:43 Ecco che un flauto in pienissimo stile Ayreon ci apre questa canzone. l'impronta orientale si fa sentire con Zaher Zorgati, che canta un paio di versi in arabo che, tradotti, diventano: "let there be light... and there was light". Ma lascia subito spazio ad una breve parte operistica, con un duetto lirico tra Simone Simons e Floor Jansen. E mentre i nostri eroi si avvicinano alla stella, riflettono su quello che è successo alle loro spalle: Alpha è finita. 
Into the Ocean – 4:53 La terza cronaca si chiude con il loro arrivo sulla stella, ovviamente con riflessioni, speranze (e illusioni) su quello che li attende. Musicalmente, siamo su un hard rock-progressive rock di matrice anni '80. Perfetta. 
Chronicle 4: The Rebirth Bay of Dreams – 4:24 Un'intro che sembra scritta dai Depeche Mode moderni ci introduce al capitolo finale del viaggio. La "Bay of Dreams" è sotto i loro piedi, e quindi nascono i dubbi: riusciranno mai ad adattarsi? Avranno ancora bisogno delle macchine? 
Planet Y Is Alive! – 6:02 La luce torna a splendere: Una rivelazione non guasta l'atmosfera, che diventa gioiosa, ora che Planet Y si estende di fronte ai loro occhi. La speranza di un nuovo impero, la speranza del futuro della razza umana. 
The Source Will Flow – 4:13 E' interresante vedere come il disco, man mano che si procede, diventi sempre più elettronico. Questa canzone ne è la prova: neanche la minima traccia di chitarra elettrica, tutta tastiera e batteria. Anche qui, una riflessione sul futuro. Che comincia a diventare "grigio". 
Journey to Forever – 3:19 La nuova civiltà sul nuovo piantea inizia, in una forma inusuale. Qui, metal, acustica e funk si uniscono per creare un velo di speranza, per coprire qualcosa di inquietante, assurdo. 
The Human Compulsion – 2:15 Qui si riflette sull'umanità. In soli 2:15, tutti i protagonisti cantano due versi a testa, ognuno con una propria riflessione su quello che è successo, succede e succederà. Non vi faccio spoiler, ma solo questa traccia, lascia intendere tantissime cose. 
March of the Machines – 1:40 Ebbene, siamo giunti alla fine. Il colpo di scena finale, cambia la percezione di tutto il disco. Elettronica alla Industrial più puro, chiude questo concept album. Quindi, signore e signori, vi ringrazio per essere arrivati fin qui. Questo disco è un viaggio, letteralmente: narrazione perfetta, personaggi ben scritti, senza un vero e proprio protagonista. Un Film stampato su CD. Bello, come accennato prima, il fatto che il disco, che parla di umanità, crei (attraverso la musica) un effetto robotico, che cresce man mano che passano i minuti. Ogni cantante canta alla perfezione, e si sposa benissimo con la strumentale che lo sostiene, non una singola nota, o un singolo acuto, fuori posto. Senza ombra di dubbio, siamo davanti a uno dei capolavori di questo 2017. Che, per la cronaca, è ancora all'inizio. 

Personaggi: 

James LaBrie – The Historian 
Tommy Karevik – The Opposition Leader 
Tommy Rogers – The Chemist 
Simone Simons – The Counselor
 Nils K. Rue – The Prophet 
Tobias Sammet – The Captain 
Hansi Kürsch – The Astronomer Michael Mills – TH-1 
Russell Allen – The President 
Michael Eriksen – The Diplomat 
Floor Jansen – The Biologist 
Will Shaw, 
Wilmer Waarbroek, 
Jan Willem Ketelaars, 
Lisete van der Berg – Ship's Crew 
Zaher Zorgati – The Preacher 

Musicisti: 

Arjen Lucassen – chitarra elettrica e acustica, basso, mandolino, sintetizzatore, 
Hammond, Solina Strings Joost van der Broek – pianoforte, pianoforte elettrico 
Ed Warby – batteria 
Ben Mathot – violino 
Maaike Peterse – viola 
Jeroen Goossens – strumenti a fiato 
Paul Gilbert – chitarra solista 
Guthrie Govan – chitarra solista 
Marcel Coenen – chitarra solista 
Mark Kelly – sintetizzatore

Rate: 9/10

A Cura di: Antonio Rubino

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