25 maggio 2017

Vandroya - Beyond The Human Mind

Corre l'anno 2001, ci troviamo nel caldo e festoso Brasile, patria di musica festante e "colorata". In quell'anno nascono i Vandroya, gruppo progressive power con cantante donna. Sono passati ormai 16 anni dalla loro unione, e ci troviamo qui oggi a parlare del loro secondo full-length, ovvero "Beyond the Human Mind". 52 minuti di tecnica e musica di buona fattura, ispirata da band quali Angra, Kamelot e Symphony X. Un album che si apre con un Instrumental che preannuncia "l'epicità" che verrà fuori nei successivi brani presenti nell'album, e che come apripista funziona ottimamente. Nella seconda traccia sentiamo per la prima volta la bella voce della singer Daísa Munhoz, che si sposa perfettamente con lo stile musicale proposto dal quintetto di San Paolo. Chitarre veloci, doppio pedale, e tutto quello che ci si può aspettare dal Power... Ma con l'aggiunta di parti studiate per essere Progressive e che si intersecano egregiamente con appunto il classico Power Metal. Si rallenta un bel po' in "Last Breath", song lenta e dalla cadenza molto dolce, ma allo stesso tempo che può far scappare una lacrimuccia per il modo in cui viene suonata/cantata. Poi si ritorna a cavalcare l'onda della velocità con "I'm Alive" dove troviamo un riffing iniziale molto legato all'heavy metal, che si insinua piacevolmente nella mente dell'ascoltatore. Tra le tracce che vorrei consigliare, nonché le migliori del lotto, troviamo: "You'll Know My Name", Columns of Illusion" che consiglio di ascoltare in combo con "The Path of Endless Fall".

Insomma niente che faccia gridare "CAPOLAVORO", niente di realmente innovativo, ma questo album si guadagnerà sicuramente l'apprezzamento di molti (critica e pubblico) e che merita visibilità. Insomma, se vi piacciono Heavy, Prog e Power metal, dovete dare assolutamente una possibilità a questo lavoro e alla band che c'è dietro.

Recensione a cura di  Diego "in flames" Princi

Rate: 8/10


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