2 aprile 2017

Mastodon - Emperor Of Sand

Ormai i Mastodon non hanno bisogno di presentazioni. Band nata nel 2000, in 17 anni ha ottenuto un successo (meritato o meno) enorme. 6 Dischi, svariati tour in giro per il mondo con svariate band importanti, anche una comparsa nella serie TV Il Trono di Spade. Grazie al loro quarto album, "Crack the Skye", le porte dell'Olimpo del Metal moderno si aprono anche a loro. E ora, eccoci qui. "Emperor of Sand", ultima fatica degli Statunitensi. Il disco inizia con il primo singolo pubblicato dai Nostri, "Sultan's Curse", che ci riassume quello che sarà alla fine tutto il disco: esso funge da preludio, da trailer, per un disco che alterna stoner - sludge e psichedelia, il tutto contornato dal Prog in stile Mastodon. Neanche qualche secondo di respiro, che la band ci "assale" con il suo secondo singolo (di cui hanno girato un video davvero divertente!): "Show Yourself" è una traccia immediatissima e dal forte appeal "commerciale", linee vocali molto melodiche e parti strumentali in pienissimo stile Mastodon. "Precious Stones" ci riporta indietro a "Once more 'round the sun": pur non discontandosi di tanto dalle 2 tracce che la precedono, "Precious Stones" si fa riconoscere per le sue linee vocali malinconiche. Un riffone pesante e groovy apre "Steambreather", traccia dal forte sapore "desertico"; diversa dalle precedenti, presenta un'atmosfera molto più cupa, a tratti quasi à la "the Cure", per poi esplodere in una "classica" traccia Mastodoniana. "Roots Remain" inizia piano, in crescendo; ma ecco che la strofa ci regala un riffing dal sentore vagamente Thrash, per condurci verso un ritornello arioso e molto melodico. Ed ecco che la traccia cambia registro, donandoci psichedelia e riff acustici, creando un'atmosfera leggera e sognante. L'assolo finale, sostenuto dai cori, ci riporta al metal, ma cede presto il posto a un pianoforte avvolgente, caldo. Ed eccoci davanti al vero progressive: "Word to be Wise" è una traccia nello standard del disco, ma comunque fortemente ispirata dal prog più puro, che ci dona ancora una volta un'atmosfera calda e avvolgente. Eppure, se lo standard del disco è alto, purtroppo le due successive tracce fanno abbassare il voto quel po' che basta a "rovinare" il disco: "Ancient Kingdom" e "Clandestinity" sono due tracce filler, senza lodi, che aggiungono 8 minuti al disco. Un vero peccato. Ma ecco che il disco si riprende, e alla grande; "Andromeda", ultimo estratto di "Emperor of Sand", ci porta in nuove atmosfere: forse la più "strana" del disco, fortemente ispirata dal math e prog più tecnico, alterna con una naturalezza disarmante riff pesanti a piccoli assoli ariosi e melodici. Sicuramente una delle migliori del lotto. Il "Mastodon's Prog" ritorna più forte che mai in "Scorpion Breath": dopo un'intro orientaleggiante, la canzone si apre a riff pesanti e melodie vocali, che si intrecciano alla perfezione, salendo verso una delle tracce più belle di questo "Emperor of Sand". Eccoci arrivati alla conclusione: dopo una media di 4 minuti a traccia, l'album si chiude con una da quasi 8 minuti. "Jaguar God" inizia piano, dolcemente: acustica, batteria e voce ci regalano un pezzo quasi pop, rilassante; ma l'allegria del pop lascia spazio alla tristezza, ed ecco che melodie lente e pesanti lottano per avere la meglio sulla felicità, l'allegria; ed è proprio il negativo che vince, riconsegnandoci i Mastodon alla loro massima espressione; riff dal sapore punk si alternano a riff di prog puro (quasi Dream Theateriani), aprendosi ad un assolo lungo, etereo, sognante. A chiudere il disco, una risata, proprio come in quel capolavoro di Dark Side of the Moon. Niente altro da aggiungere: I Mastodon lasciano ai posteri il loro settimo album in studio, "Emperor of Sand", con un nuovo sound, ma restando sempre fedeli a se stessi; qui abbiamo prog, stoner, sludge, psichedelia, elettronica e acustica, tutti uniti alla perfezione. Proprio come la stupenda copertina, "Emperor of Sand" ci trascina in un deserto, e ci lascia lì. Sotto il sole.




 Voto: 8/10 

A Cura di:
Antonio Rubino

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