10 febbraio 2017

Shokran - Exodus

Ebbene si, esistono ancora band che non solo fanno centro con 2 album su 2, ma addirittura si migliorano! Ecco a voi gli Shokran, quartetto "Prog Groove Metal" (come si autodefiniscono) Russo fondato da una manciata di anni. Ed eccovi Exodus, album autoprodotto uscito nel 2016. Partiamo dicendo che è un "concept" che tratta il tema delle 10 piaghe d'Egitto, e quindi tocca dei temi biblici. E già qui, si intuisce che le premesse per un capolavoro ci son tutte (almeno per quanto mi riguarda), ma partiamo nel descrivere le tracce nello specifico!
Si inizia con Blood, un intro che richiama molto le sonorità egiziane, e si insinua nella mente dell'ascoltatore come il serpente fece con Eva ai tempi dell'Eden, ottimo brano apripista per quello che a mio giudizio è uno dei più grandi lavori degli ultimi anni.
Ed ecco Creatures From The Mud, che parte com un riff corposo, per poi spostarsi verso una parte molto melodica, e poi scream e melodia si uniscono assieme a degli strumenti superlativi e perfettamente amalgamati tra loro. Arriva poi il ritornello, molto "mieloso" se vogliamo, ma mai troppo da sfociare nel banale. 
Terzo brano, The Swarm. Il brano si apre con un riff lento e martellante, con a seguire due voci unite (growl e clean), e poi solo growl. Canzone "semplice" ma che rimane fedele alla precedente traccia, con ritornello sempre ruffiano e "mieloso", di nuovo di ottima fattura. Il brano prosegue molto fluido, fino ad arrivare alla successiva Living Arrows (per me una delle migliori dell'intero lavoro). Inizia subito facendo capire chi comanda, violenza già dai primi secondi! Per poi ancora passare ad un clean vocal davvero azzeccato, insomma l'unione delle varie voci è semplicemente perfetta in ogni passaggio, così come l'uso degli assoli saggiamente sfruttato e che difficilmente danno l'idea di "già sentito". Ed ecco Praise The Stench, che si apre con una parte di tastiera quasi ipnotica, e che ricorda i Born of Osiris a tratti. Canzone molto bella, e com tempistiche nettamente stile prog. Chitarra e batteria schiacciasassi si uniscono a un growl ancora una volta degno di nota, che mai annoia. Nonostante i riff siano molto sul Djent stile, riescono a passare bene all'ascolto e non sembrano "troppo" ripetitivi. Siamo a metà dell'opera, siamo a Disfigured Hand. Gli Shokran hanno avuto la grande capacità di scegliere molto bene come "piazzare" i brani.. in questo modo le canzoni, se ascoltate l'una dietro l'altra danno l'impressione (com'è giusto che sia) di essere parte di una sola Suit. A circa 3.30 minuti parte un solo in tipica sonorità chitarra acustica, per poi passare alla elettrica in modo stupefacente e ben inserito, per poi sentire tornare la voce in clean anche qui perfetta. Ora, la mia canzone preferita dell'album... And Heavens Began To Fall. Si apre con una parte orchestrale spettacolare, e poi ecco arrivare la parte vocale rigorosamente in clean per quasi tutta la durata del brano (scream in alcune parti). E continua la parte orchestrale in sottofondo, che unita alle chitarre martellanti e lente creano un connubio assolutamente magistrale e incredibile.
The Storm and The Ruler, e qui ritroviamo un intro stile Born of Osiris, nuovamente di ottima fattura. Il brano si svolge sempre tranquillamente, e passa sempre ottimamente in cuffia senza annoiare l'ascoltatore.
Revival of Darkenss si apre con il cantante che quasi sembra voler parlare direttamente al cuore dell'ascoltatore (sempre con base di tastiere in sottofondo). E anche qui troviamo un brano che non annoia, anzi fa rimanere belli attivi grazie a una linea strumentale superba, sopratutto per quanto rigurda i sottofondi di tastiera. E dopo circa 32 minuti, siamo alla fine... Firstborn, l'ultima traccia di un lavoro superbo per chi scrive. Anche qui, tutto molto bello e amalgamato. Segue sempre una sonorità di fondo che sembra trasportarci direttamente nel deserto, ai piedi delle piramidi, ai tempi degli Dei e dei Faraoni d'Egitto, se questo era l'obiettivo ci sono pienamente riusciti.
Beh che altro dire? Penso si sia capito quanto mi sia piaciuto questo album, che oltretutto ho scoperto per caso grazie alle "band simili" consigliate da Spotify (ascoltando gli Auras). Il mio voto obiettivo per questo album è 9... oggettivamente darei 10, però il gusto personale è una cosa, il parere obiettivo un'altra. Saluti a tutti e spero vi piacerà l'album, così come questa recensione! Stay Metal!

9/10 

A cura di:
Diego princi  


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