20 settembre 2016

Tantanù - The Day I Die (Planet Underground)



 Nazionalità: Italia
Anno: 2016
Genere: Dark Progressive Black Metal
Etichetta: MASKED DEAD RECORDS

Ciao amici, ci tuffiamo in un nuovo album all’insegna dell’undeground. I Tantanù sono il risultato di un progetto “particolare”, infatti viene alla luce nel 2015 grazie a Sigurd (chitarra, voce) che, successivamente, si unisce a Lilith (piano, synth, voce) e Mithrandir (basso, voce) che registrano le loro parti in zone diverse dell’Italia. La band infatti si divide tra Arezzo e Palermo. La band si avvale anche dell’aiuto di Mark “Bestia” Dal Pastro alla batteria e di Edoardo Napoli alla seconda chitarra. L’EP che analizzeremo oggi, che rappresenta l’esordio discografico dei Tantanù, è stato pubblicato da Masked Dead Records in un formato alquanto particolare: un minicd con dvd case, in edizione limitatissima. L’artwork è molto suggestivo, con le montagne innevate che si stagliano nella notte, al bagliore della luna e un drago che fa capolino sulla destra. Ma ora iniziamo a scoprire questa opera prima:
1 – THE DAY I DIE, la title track: La canzone si presenta con un mini assolo di basso, stoppato dal suono prorompente delle tastiere, dalla tonalità horror, e una batteria potente. I volumi si placano e compaiono gli accordi di chitarra ben in evidenza. Il cantato si presenta con un bel effetto riverbero, peccato però che sembri registrato durante una telefonata. Il pezzo scorre liscio, risultando di buona ispirazione. Particolare ciò che accade dopo i 3 minuti, quando entra in scena un secondo cantato che non lascia bene intendere se si tratta di una voce femminile o di un coro di bambini. Veramente godibile il finale energico.
2 – ANGER AND PAIN: chitarra simil-acustica, pianoforte… l’intro è di una dolcezza infinita. Un minuto e mezzo che si stoppa drasticamente, per lasciare spazio a una melodia ben più energica. Qui il growl sembra che sia stato registrato in una caverna, ma questa volta l’effetto non stona con lo strumentale, anzi lo valorizza. Compare di nuovo una voce femminile, ma questa volta parla e non canta. Questo brano è molto più aperto del precedente e la componente prog domina su quella dark. L’unico appunto possibile riguarda il clean maschile, a tratti non molto convincente.
3 – THE GRAY: intro elettronico, quasi chillout, con un suono che ricorda vagamente l’hang drum. La melodia continua, facendo da accompagnamento a potenti schitarrare e un grow piuttosto aggressivo, rispetto alle altre canzoni. I momenti tranquilli e le scariche si susseguono ancora. Quasi ai 4 minuti le due parti sembrano fondersi, con schitarrate più leggere, growl meno potente e piano più in vista, fino a farlo rimanere temporaneamente come solista. A fine canzone purtroppo torna pesante l’effetto telefono nel cantato, tanto da farla risultare una voce quasi robotica.
Nel complesso, “The Day I Die” è un buon EP, con ottime idee da sviluppare nel futuro. La band tosco-siciliana non difetta sicuramente di creatività, quanto di mezzi tecnici: in diversi punti la qualità audio non è ottimale e i brani ne risentono, ma sicuramente anche la distanza tra i membri e apparecchiature diverse hanno influito sul risultato. Se volete ascoltare buona musica, senza pregiudizi sulla qualità audio, questo debut album fa al caso vostro: ma dovrete cercarlo su Bandcamp (https://maskeddeadrecords.bandcamp.com/album/the-day-i-die), perché la tiratura limitatissima è esaurita col preordine. 



VOTO: 7

Robin Bagnolati

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