27 luglio 2016

Berserker - Dark Worlds Collide

“I Berserkir (dalla parola norrena, al singolare Berserkr, talvolta anglicizzato Berserker) erano feroci guerrieri scandinavi che avevano fatto giuramento al dio Odino, da loro adorato nella sua forma di "Voden" (letteralmente "furore"). Prima della battaglia entravano in uno stato mentale di furia, detto berserksgangr, che li rendeva particolarmente feroci e insensibili al dolore. Le fonti nordiche descrivono spesso la condizione della berserksgangr con espressioni che al lettore moderno suggeriscono l'idea di uno stato di trance, e che non hanno mancato di suscitare tentativi di interpretazione di tipo psicologico o neurologico.”
Dopo questa doverosa citazione tratta dalla bellissima fonte che è Wikipedia, dovreste aver già compreso di che cosa stiamo parlando…ma se non avete capito, ci penso io. Infatti, la band che andrò a recensire si chiama proprio “Berserker”.
Il sestetto nasce in una località chiamata Vilnius, in Lituania, nel 2009. Dopo aver partecipato e vinto ad una sorta di contest, i nostri decidono che era ora di fare un album. Ed infatti arriva “Dark World Collide”, una raccolta di 8 brani di cui due sono degli intermezzi. Il disco esce nel 2016 per la Sliptrick Records, ed è appunto il disco che dovrò recensire. Sappiamo solo che la band si definisce “Melodic Metal”, ma ho come il sentore che non sarà solo questo il genere che potremmo ritrovarci.
“Intro” è giustamente, l’intro. Titolo clamoroso, che descrive perfettamente l’intenzione del pezzo strumentale d’apertura, che è una roba sinfonica orchestrale epica, che aprirà al brano successivo ovvero la title-track; “Dark World Collide”.
Si inizia con un approccio molto Heavy/Power metal con un riffing deciso e compatto, accompagnato da una sezione ritmica gradevole e ben incorporata nel sound. Ottimo il tappeto di tastiere che tendono a donare corpo ad un sound già interessante di suo. Buona la voce in clean ben mixata nel contesto epico-sinfonico e metal quanto basta. Forse un po’ prevedibile l’uso della voce in growl, tuttavia anche i lavori solisti hanno una loro identità. “Odore di già sentito”, ma poco importa poiché la proposta è più che sufficiente e nella reinterpretazione del genere, i nostri ci riescono benissimo.
In “Warhell” i nostri mantengono un approccio molto Heavy, questa volta orientato ad un Folk Metal tendente all’epico- cavalleresco. Molto presente la componente orchestrale e sinfonica del gruppo, che lascia in secondo piano una ritmica serrata ed aggressiva. Bene le parti vocali che rendono onore al sound proposto. Non manca una sezione più violenta, caratterizzata dall’uso della voce in growl e dalla presenza di una buona sezione solista. Dopo la sfuriata chitarristica, i nostri tornano ad un approccio più melodico ed orchestrale. Nel complesso si può dire che è una delle tracce più buone all’interno del lavoro.
“Madness Machine” continua sull’onda del precedente pezzo, con qualche vena epica in meno, ma poco interessa al sottoscritto. Forte di un buon ritornello, questo brano punta tutto su sezioni ritmiche spezza-collo e su accelerazioni decisamente ben inserite in un contesto ben variegato. Buono l’assolo, seppur già sentito mille volte in altri contesti e band diverse, ma l’idea c’è e questo ci basta per essere un debut album.
L’intenzione cambia con “The Day Human Died”; di fatti i nostri ci presentano un melodic-death nella norma, ma comunque gradevole se si pensa che finora il Death non era nemmeno contemplato nell’ascolto. Interessante l’intreccio tra la voce in clean ed il growl a mio avviso, che non sempre riesce ad essere originale. Assolo tecnico e melodico al contempo, buone idee ben curate…Ottimo.
Tuttavia la pacchia è finita, e ci si imbatte in quella che pare una ballad intitolata “Wolf”. Gli accordi e le melodie scelte sono molto “Maideniane” (e per quanto odi i maiden apprezzo le band che reinterpretano la loro lezione). Un approccio più Gothic/Alternative è sicuramente stato intrapreso, specie nel ritornello. Sebbene sia bellissima e melodica la ballad, siccome è poco varia, potrebbe non entusiasmare… ma vabbè, dai. Nel complesso ci può anche stare, fatta eccezione per l’assolo più curato e decisamente più interessante dell’intero disco, un vero gioiello all’interno di un brano che a dirla tutta potrebbe stancare. Però non si può avere tutto da una band.
Siamo quasi arrivati alla fine di questo epico viaggio, in realtà ammetto di essere un po’ dispiaciuto perché mi stava entusiasmando l’idea di diventare un vichingo barbuto pieno di idromele ed armato di asce. Ma questo ci tocca: così “Prelude” ci porta alla fine, ovvero “Viking Ship”.
L’ultima traccia è caratterizzata da una sezione ritmica fulminea e demolitrice. Il Sound corposo fuoriesce dall’impianto con ferocia e decisione. I nostri si scatenano in una furia omicida e devastante, alternata ad un balletto (si avete capito bene), una sezione più melodica e sinfonica sul quale potreste ballarci sopra una roba tradizionale, credo. Assolo di chitarra già sentito ma perfettamente incastonato, e grazie ad un ritornello orecchiabile, questo pezzo riesce a chiudere perfettamente il disco.
Che dire, la band lituana ci sa fare ed anche parecchio. Personalmente credo che potrei comprare anche il CD. Bella prova, bel disco…Interessante ma ancora un po’ acerbo, però questo è il sound dei Berserker.

Voto: 70/100

A cura di:
Matteo Perazzoni 

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