17 giugno 2016

(Planet Underground) Gorepest - Trinity Bleed

 Band: Gorepest 
Genere: Viking Death Metal 
Anno: 2016 
Nazione: Italia
Etichetta: Indipendente 






Nel novembre del 2015 Enrico Giovanetti (chitarra e voce), Filippo Levi (basso) ed Emiliano Trabucco (batteria) si uniscono per creare una nuova band per proporre al pubblico la loro idea di Viking Death Metal. Il loro scopo, come rivelato da loro, sta nel voler risvegliare il combattente che si cela in ognuno di noi, in modo da affrontare al meglio le avversità che la vita ci pone davanti. Il primo frutto di questa unione è rappresentato dal loro primo e fin’ora unico EP “TRINITY BLEED”, composto da 3 canzoni e corredato da un artwork semplice ma comunque d’impatto.
L’EP parte con “March of the Uruk-Hai”, che si presenta a noi con la chitarra a far da apripista ad un ritmo incalzante. Il cantato di  Nergal ( Enrico Giovanetti) non sempre si presenta in growl puro, ma si lascia ascoltare. La cosa che più lascia interdetti è l’accostamento dei volumi di registrazione, con la chitarra decisamente più bassa del resto degli strumenti. Di certo questo brano non presenta momenti per prendere fiato, ma purtroppo tende a risultare ripetitivo: sono davvero pochi i momenti in cui possiamo sentire uno stacco di batteria diverso o un variare della metrica degli accordi della chitarra. Al giro di boa troviamo “Berserkers”, con la chitarra di nuovo in bella mostra in partenza, ma stavolta possiamo apprezzare bene anche il basso. Il brano è decisamente meno statico del primo, con la ritmica che finalmente cambia diverse volte. La chitarra stavolta ha un volume più uniforme al resto della band. La parte meno in evidenza del brano è quella in cui troviamo i solo… Ammetto di essermi chiesto il perché. Tutto sommato, comunque, “Berserkers” segna un passo avanti rispetto alla canzone d’apertura. Arriviamo alla terza canzone, il capitolo conclusivo, ascoltando le prime note di basso di “Trinity Bleed”, la title track, che lasciano spazio ad una schitarrata che regala una botta di freschezza. Il brano è un susseguirsi di soluzioni fin’ora non ancora utilizzate dai Gorepest in questo disco. Il cantato risulta più incisivo, la ritmica incalzante ma non ripetitiva, basso possente e chitarre usate in maniera molto più incisiva. Un pezzo davvero trascinante grazie anche ad una leggera tendenza al melodic death. Una canzone davvero di ottimo livello.
Siamo giunti al momento di trarre le conclusioni: “Trinity Bleed” può essere considerato un buon debutto per il trio ligure. Lascia un po’ perplessi inizialmente per poi proseguire con un crescendo. La title track è davvero un brano da tenere d’occhio e dal quale i Gorepest devono prendere la spinta per proseguire verso mete importanti. Se così sarà, sentiremo ancora parlare di loro! 

7.5/10 

Robin Bagnolati

Nessun commento:

Posta un commento