14 maggio 2015

Blind Guardian - Beyond The Red Mirror

"Utopia... Discordia..  Dystopia.. Discordia"

Così cita l'intro del primo pezzo di questo nuovo lavoro dei  bardi, cosa aspettarsi di solito da un nuovo album dei Blind Guardian? Naturalmente epicità allo stato puro ma soprattutto un fantastico viaggio nel mondo onirico della fantasia che infondo è tutto frutto del nostro cervello che ci apre a terre incantate e storie infinite, il  tutto racchiuso all'interno della nostra mente; infatti questi ragazzacci tedeschi sanno magistralmente tramutare  in musica questo meraviglioso contesto rapsodico suscitando svariate emozioni all'ascoltatore.

Questo Full-Lenght segue  la storyline iniziata sull'album "Imaginations From The Other Side" con "Bright Eyes" e "And The Story Ends", ovvero la storia di un giovane ragazzo che attraversa un portale magico  verso un nuovo mondo. La copertina è disegnata dal solito e talentuoso  Felipe Machado che raffigura uno specchio, che sarebbe il portale dove la storia ha inizio, buona raffigurazione anche se preferisco da buon fan dei bardi i vecchi artwork di Paul Raymond Gregor e Andreas Marschall.

Si parte con "The Ninth Wave", il primo pezzo inizia con un coro epico dal sapore fortemente gregoriano dotato di toni oscuri ed austeri che fa salire la tensione man mano che i secondi passano, fino  ad arrivare allo stacco che fa partire un brano dal forte sapore epico con chitarre incalzanti che fanno da intro a dei chorus di una certa maestosità, veramente d'impatto.
La seguente "Twilight Of The Gods"  ovvero il singolo già uscito qualche mese prima narra di una fragorosa battaglia tra  uomini e Dei il tutto riflesso dalle mistiche visioni dello specchio rosso che come si sa è il fulcro narrativo di questo platter. Il pezzo in questione è granitico e fa rimembrare i bardi dei tempi che d'oro  con le chitarre di Oblrich e Siepen che la fanno da padrone dimostrano l'ottimo stato compositivo della band.
Invece  la buona "The Prophecy"  è dotata di un ritornello che fa presa all'ascoltatore così come la sinfonica "At the Edge of Time" ( riprendendo il titolo dello scorso album) con sonorità apparentemente più  progressive  ma  dal comparto sinfonico più presente che in altri pezzi ascoltati in passato, può far storgere il naso ai fan di vecchia data ma è un tentativo molto apprezzabile di cambiamento nel sound  anche se negli ultimi album ci sono state frequenti incursioni della tastiera che in lavori ancora più precedenti.
Risale di nuovo l'attenzione con "Ashes of Eternity", un pezzo più tirato e molto meno sinfonico del brano precedente che fa da preludio al brano successivo. "Ashes" inizialmente parte piano ma  si fa apprezzare nella seconda metà con il pathos che aumenta man mano che passano i secondi e con un Hansi Kürsch veramente in forma smagliante come non mai.
Ed ora cari lettori facciamo silenzio, parte il brano più potente, veloce ma soprattutto ritornano i cari vecchi  Blind Guardian  di " Immagination From The Other Side" cioè i VERI bardi, quelli che amo di più; senza tastiere e senza articolazioni o ricercatezze nel sound, dotati di  velocità e di riff aggressivi ma soprattutto dall' accoppiata vincente pre-chorus / ritornello,  infatti "The holy Grail"  fa riecheggiare i veri anni d'oro di questa meravigliosa band che ancora dopo tanti anni di onorata carriera musicale tornano a farci emozionare; personalmente questo pezzo vale l'acquisto dell' intero album, una vera perla carica di pathos ed anche adrenalina, questi sono i bardi che ci mancavano, finalmente !!.

Dopo un brano da 90 si ritorna a sonorità più lente e sinfoniche tipico dei bardi più attuali, ovvero "The Trone" che dotato di un suond più complesso e sinfonico purtroppo non riesce a convincere; sicuramente uno dei pezzi peggiori di questo album, quasi un paradosso se si vuole azzardare un paragone con il brano precedente. Di fatti dopo questo pezzo segue un altro episodio tutto sommato superfluo "Sacred Mind " che non spicca di ispirazione anche se dotato di un buon ritornello; però con "Miracle Machine" si torna a sperimentare. Una canzone lenta (l'unica di tutto l'album) con Hansi che ancora una volta tira fuori una  buona prestazione vocale, non tutto però fila liscio come dovrebbe, infatti il duo voce- piano non funziona come dovrebbe, non fa la giusta presa  all'ascoltatore ed il ritornello è poco emotivo e non sembra convincere anche se come tentativo è molto apprezzabile.
Si arriva alla fine di questa grande avventura all'interno dei meandri del mitico riflesso dello specchio rosso, di fatto "Grand Parade" racchiude tutto ciò che sono i Blind guardian di adesso; un brano molto articolato e mastodontico, ben 9 minuti e 29 secondi di pura epicità, pezzo ricco di cori  ed orchestrazioni, un ottimo connubio di quello che sono i migliori Blind Guardian degli ultimi anni, una band capace ancora di sorprendere e questo brano ne è la dimostrazione più lampante, dotato di un ottimo ritornello e di una buona carica rapsodica anche se immerso in un contesto sonoro più positivo rispetto ad altri pezzi fino ad ora ascoltati, molti cambio tempo, un ottimo pezzo che andrebbe ascoltato più volte per essere apprezzato in tutte le sue sfumature, una nuova "And Then There Was Silence" ma dai toni più positivi e pomposi.

Per concludere in bellezza questo platter conteneva ben due pezzi inediti, "Doom" e "Distant memories", entrambi inclusi soltanto nelle varie versioni “digibook” ed “earbook version”, due pezzi che confermano la grandissima forma compositiva della band teutonica e che arricchisce di perle questo ben nutrito album.
Ma riassumendo il tutto cosa dire di questo nuovo studio album dei bardi? Beh un ottimo lavoro, un ottimo connubio degli attuali Blind Guardian più progressive e sinfonici con quelli dalle sonorità che li hanno consacrati nell'olimpo delle grandi band che hanno fatto la storia del genere, sonorità che riecheggiano grandi album come "Immagination From The Other Side"(1995, Virgin Records) o "Somewhere Far Beyond" (1992, Virgin Records) che sono album che ti rimangono dentro l'anima e che ogni metallaro deve ascoltare almeno una volta nella propria vita. 
"Beyond The Red Mirror" conferma che questa band ha le palle di sapersi innovare nonostante gli anni stiano passando purtroppo anche per loro, lavoro sicuramente migliore di "At the Edge Of Time" che ritengo anch'esso un buon album ma non ai livelli di questo Full-lenght. Sicuramente  questo "Beyond" è uno dei migliori episodi di questo 2015, bentornati bardi, lunga vita ai Blind Guardian

Voto: 8


Etichetta: Nuclear Blast

Track Listing: 
01. The Ninth Wave
02. Twilight of the Gods
03. Prophecies
04. At the Edge of Time
05. Ashes of Eternity
06. The Holy Grail
07. The Throne
08. Sacred Mind
09. Miracle Machine
10. The Grand Parade

Bonus Track incluse nella versione digibook ed earbook

  1. Doom 
  2. Distant memories


A Cura di:
Michele Puma Palamidessi



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